venerdì 28 febbraio 2014

L'impiegato dell'anno fa sognare un bambino...

Un bambino di 7 anni perde un giocattolo LEGO e scrive al servizio clienti dell'azienda una lettera dolcissima.

La LEGO risponde in modo geniale.

Luka Apps è un bambino fanatico della LEGO (come lo siamo stati tutti da bambini e lo siamo ancora oggi nei casi più gravi) e con un cognome strano.



Luka aveva risparmiato per comprare il set LEGO NinjaGo.
Ma un giorno perde uno dei personaggi del set.

E scrive questa lettera su suggerimento del padre:

Ciao.
Il mio nome è Luka Apps ed ho 7 anni. Con tutti i miei risparmi di Natale mi sono comprato il kit NinjaGo del Predatore Ultra Sonico. Il numero è il 9449. E’ davvero molto bello. Papà mi ha portato da Sainsbury e mi ha detto di lasciare i personaggi a casa ma io li ho portati con me ed ho perso Jay ZX al negozio perchè mi è caduto dal cappotto.
Sono davvero dispiaciuto d’averlo perso. Papà mi ha detto di spedirvi una mail per vedere se è possibile averne un altro.
Prometto di non portarlo mai più al negozio se me lo spedite.
Luka


La risposta del servizio clienti di LEGO è geniale ed è questa:

Luka,
Ho detto al sensei Wu che la perdita di Jay è stato solo un incidente e che mai e poi mai avresti fatto in modo che si ripetesse.

Mi ha quindi incaricato di dirti:”Luka, tuo padre sembra davvero una persona molto saggia. Devi sempre proteggere i tuoi personaggi NinjaGo come i draghi proteggono le armi di Spinjitzu!”.

Il Maestro Wu mi ha anche detto che va bene spedirti un nuovo Jay e di aggiungerci anche un piccolo extra perchè chiunque risparmi tutti i suoi soldi di Natale per comperare il Predatore Ultrasonico deve essere davvero un grande fan di Ninjago.
Quindi, spero ti godrai il tuo Jay con tutte le sue armi.
Avrai in realtà l’unico Jay che combina 3 differenti personaggi in uno !
Ti spedirò anche un cattivo con cui farlo combattere!
Solo ricorda ciò che ti ha detto il Maestro Wu : proteggi i tuoi personaggi come le armi di SPinjitzu e dai sempre retta al tuo Papà.

L'autore si chiama Richard ed è appena diventato l'impiegato dell'anno alla LEGO e nei nostri cuori.
Dimostrando che si può essere piccoli eroi e anche ottimi operatori del servizio clienti. E viceversa.
Richard come servizio clienti di Lego non solo ha rispedito il pezzo al bambino ma lo ha anche fatto sognare.

Una Ceres gratis a chi ha "votato" Renzi...

Una Ceres gratis a chi ha "votato" Renzi: La birra danese ironizza sul nuovo governo italiano.



"Una Ceres Gratis a tutti quelli che hanno votato Renzi alle ultime elezioni politiche" recita così l’headline della nuova campagna della birra danese Ceres.
L’unico problema è che, come ben sapete, non ci sono state elezioni.

Ergo, nessuna birra per nessuno. Così la Ceres si prende gioco del popolo italico che, suo malgrado, non ha scelto questo governo ma "se l’è beccato" come una banale influenza stagionale.

Sembra un disastro naturale, ma...

Sembra un disastro naturale, ma questi Orrori sono frutto dell’uomo.
Da quando si sono intensificati i combattimenti in Siria, questo campo profughi è diventato più simile a una prigione.

Un'immagine forte di residenti Yarmouk in attesa di distribuzione di cibo dalle Nazioni Unite:



Yarmouk si presenta come una zona sismica, gli edifici sono ormai gusci con lastre irregolari di calcestruzzo e gesso appeso dai piani.

Ci sono migliaia di rifugiati in coda per il cibo, l'Onu deve lottare ogni giorno per effettuare ogni consegna.

Questa è una catastrofe umana nata da un conflitto dove il cibo è un'arma di guerra…

Qualcosa deve drasticamente cambiare qui, perché questi non assomigliano nemmeno lontanamente ai sacrosanti diritti umani.

giovedì 27 febbraio 2014

Orgoglioso di lui...

Nelle sue passeggiate pomeridiane, un bambino di Manila portava da mangiare ai cani randagi nei quartieri più poveri della città.
Il padre, ignaro dei luoghi in cui si recava, lo segue e scopre la verità. Curioso di scoprire dove andasse ogni pomeriggio suo figlio, lo segue durante la sua passeggiata pomeridiana e scopre con gran sorpresa che dentro lo zaino che il bambino portava con sé c’era del cibo per sfamare i cani randagi nei quartieri più degradati della città.
Il padre del bambino, è rimasto più che stupito dalla bontà di suo figlio.



L’uomo, ha dichiarato: «La prima volta che ho visto quegli animali sono rimasto disgustato. Ma mio figlio non sembrava essere intimorito, li avvicinava, li sfamava e li carezzava».

mercoledì 26 febbraio 2014

La città sommersa dal lago Qiandao

Ben nascosta dalle acque del lago Qiandao si cela una città sommersa, una vera e propria ‘Atlantide cinese‘, il suo nome é Shi Cheng, che possiamo tradurre con La città del leone, o Lion City. La città non é antichissima, fu abitata fino al 1959, ma il paesaggio subacqueo che offre ai visitatori risulta davvero straordinario, visto che si trova all’interno del “Lago delle mille isole“, tra ventisei e quaranta metri sotto la superficie dell’acqua. La zona è considerata già di per sé una forte attrazione turistica, grazie all’incredibile bellezza del paesaggio, e ovviamente la presenza di una città sommersa da lago Qiandao rende questo posto quasi unico al mondo, già meta di appassionati del genere.

martedì 25 febbraio 2014

Il buon matematico si riconosce da lattante

Il senso intuitivo e preverbale della quantità nella primissima infanzia è predittivo sia del senso non simbolico di numero sia dell'abilità matematica simbolica esibita negli anni successivi. E' la conclusione a cui è giunta una ricerca condotta da psicologi della Duke University a Durham e della Johns Hopkins University a Baltimora.
E' indubbio che l'educazione e l'ambiente siano fattori di prima grandezza nel incoraggiare e plasmare le abilità matematiche, ma è ancora oggetto di dibatto se e quanto la capacità unicamente umana di sviluppare e manipolare concetti matematici astratti sia influenzata da abilità numeriche di base presenti fin dalla prima infanzia.



Queste abilità sono rappresentate da quel senso della numerosità, filogeneticamente molto antico e presente anche negli animali, che permette di valutare a colpo d'occhio che una fila di cinque alberi, per esempio, è più numerosa di una di tre, e per il quale non serve conoscere il nome dei numeri né alcuna loro rappresentazione simbolica.
I ricercatori hanno preso in esame un gruppo di 48 bambini di sei mesi di età per misurare l'acutezza del loro senso preverbale del numero. A questo scopo hanno usato un metodo standard che consiste nel mostrare una serie di immagini che riproducono un numero variabile di grossi punti e registrare per quanto tempo lo sguardo del piccolo si sofferma su ciascuna di esse.
Le immagini nuove sorprendono e inducono a fissarle per un tempo maggiore di quello dedicato a immagini note. Se un'immagine con cinque punti viene fissata più a lungo (quindi trattata come nuova) dopo una serie di immagini con quattro punti, questo indica che il piccolo è in grado di distinguere fra quattro e cinque.
Tre anni dopo questo test, lo stesso gruppo di bambini è stato sottoposto a nuovi test per valutarne la capacità matematica simbolica, la padronamnza dei nomi dei numeri, il senso numerico primitivo, e l'intelligenza generale.
L'analisi dei risultati ha confermato che una maggiore acutezza del senso del numero preverbale manifestato a sei mesi di età corrispondeva a una maggiore padronanza e capacità di manipolazione dei numeri a tre anni, indipendentemente dal livello di intelligenza generale. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che il senso della numerosità già presente nella primissima infanzia rappresenta un importante “mattone” per la costruzione delle successive capacità matematiche.

lunedì 24 febbraio 2014

Sicurezza e privacy, basterà il corpo...

CI vorrà ancora un po' di tempo. Soprattutto per migliorare la tecnologia, alzando quell'85 per cento di accuratezza nei risultati: soglia buona ma di certo non ancora paragonabile all'affidabilità di sistemi biometrici più avanzati come la scansione dell'iride, la lettura dell'impronta digitale (ormai anche su tutti gli iPhone 5S con il Touch ID) o il più recente riconoscimento facciale, al centro di diverse polemiche soprattutto per i Google Glass. Stiamo parlando dell'odore corporeo. Parametro identificativo che, secondo un team di ricercatori dell'Universidad Politécnica di Madrid, potrà essere presto sfruttato come inedito tassello di una carta d'identità costituita solo da ingredienti personali e biologici. Il gruppo di scienziati sta lavorando al nuovo sistema, in grado di filtrare e riconoscere le persone in base al profumo che emettono, insieme all'azienda hi-tech iberica Ilía Sistemas. La scommessa è isolare e dunque individuare in modo più sicuro possibile la firma odorosa da cui ciascuno di noi è caratterizzato. Dandole un nome e un cognome. Pare infatti che gli schemi individuali di questo tipo rimangano costanti nel corso del tempo e possano dunque costituire un elemento chiave per identificare le persone. Soprattutto in quei contesti, come i controlli di sicurezza, in cui possa essere opportuno evitare interventi troppo diretti e invasivi sugli individui in transito, come appunto la scansione dell'iride o la lettura delle impronte digitali, ancora caratterizzate da un alone vagamente criminoso. Al momento, il tasso di riconoscimento si aggira appunto intorno all'85 per cento. Per gli studiosi spagnoli è già sufficiente per iniziare a pensare, come stanno appunto facendo, a sistemi d'identificazione meno aggressivi. Lo snodo, insomma, sta nella precisione dei sensori a disposizione. Che non hanno ancora raggiunto l'accuratezza del prodigioso apparato olfattivo dei massicci bloodhound. Fino alla ricerca spagnola, che ha messo in campo un sistema sviluppato dalla Ilía in grado di acciuffare elementi volatili presenti nella propria firma odorosa. I rischi, però, non sono pochi: l'odore del corpo può variare nel corso del tempo. Basti pensare a malattie, cambi nel regime alimentare e, ovviamente, l'umore, la fase di crescita, l'età, il clima. E poi rimangono le difficoltà nella realizzazione di un database altrettanto affidabile ed esteso da non risultare inutile o limitato: come campionare in maniera scientifica l'odore, per esempio, dei milioni di abitanti di un Paese? Quest'intricata selva d'incognite non sembra aver spaventato i ricercatori iberici - raccolti intorno a un campo di indagine più ampio emblematicamente battezzato Emoción Proyect e dedicato al benessere dei cittadini - che hanno messo sotto la lente tredici persone per ben 28 sessioni di studio. Il risultato? Oltre ogni attesa: è stato infatti riscontrato solo il 15 per cento di errore nell'identificazione e associazione dei vari schemi odorosi alle legittime fonti. Cioè alle persone. Molto di più che un punto di partenza: una prova che ben presto, ovunque ci sia da tutelare la sicurezza, potremo trovare dei varchi di super nasi elettronici (nell'industria si usano da anni, sono in fase di sviluppo per medicina e monitoraggio ambientale da quasi vent'anni) in grado di identificarci in qualche frazione di secondo. E a quanto pare non c'è deodorante che tenga. Non basta. L'università sta infatti collaborando anche con l'ospedale universitario Infanta Sofía di Madrid su alcuni progetti ufficiali di ricerca legati all'analisi delle caratteristiche del sangue e del respiro nei pazienti. Presto in grado - con un sistema simile - di individuare indizi che conducano alla diagnosi precoce del cancro al colon e della leucemia.